Ecco quello che Gian Luca Grandis ha raccontato a Olissea della sua esperienza di frantoiano a bordo del camion-frantoio per il progetto Olive Truck. Tante difficoltà ma anche tantissime soddisfazioni! FOTOGALLERY

Raccontaci come sono andati questi giorni a bordo del camion frantoio. Che sensazioni hai avuto?
Una sensazione di ottima potenzialità di questo progetto. Le aziende che ci hanno conferito le olive da frangere erano realtà poduttive completamente diverse fra loro, magari anche dotate di soluzioni all’avanguardia che però non erano esenti da errori banali. Se molti produttori hanno impianti di oliveti super-intensivi con tutto meccanizzato, molti altri però fanno la raccolta a mano, ma veramente fatta a mano! Senza nessun pettine o altro, ancora con le scale etc… . L’irrigazione c’è praticamente dappertutto ma anche lì in modo un po’ indiscriminato, senza “rispettare” i tempi giusti per “preparare” le olive da portare al frantoio. Mi hanno portate delle olive irrigate fino al giorno della raccolta!

DIFFERENZE DI OLIVE

Ovviamente al frantoio questi frutti creano molte difficoltà tecniche durante la separazione con la centrifuga, perché il rapporto acqua/olio nell’oliva è assolutamente squilibrato. Per fare un esempio: sarebbe come se da noi raccogliessimo le olive dopo una settimana di pioggia intensa…Perciò si sono rese necessarie molte più attenzioni alle varie regolazioni delle macchine, tenendo conto anche che le varietà sono molto diverse fra loro e richiedono lavorazioni diverse, come succede anche da noi con le nostre varietà.
Si va dal Leccino, Frantoio e Pendolino maturi all’Arbequina, Coratina ancora verdi, passando per le varietà da tavola che sono appena a inizio invaiatura. Tutte rigorosamente piene d’acqua… Un bel daffare!

DIFFERENZE DI OLIVE

Fortunatamente gli oli che abbiamo realizzato sono piaciuti moltissimo, i clienti erano entusiasti. Hanno visto che le nostre attenzioni alle loro olive erano molto scrupolose e professionali e le operazioni di frangitura, per quanto potessero sembrare scomode, sono state condotte con la massima cura per ogni dettaglio.
Al ricevimento delle olive abbiamo sempre ”intervistato” e consultato il cliente per capire che tipo di prodotto desiderasse, ovviamente in relazione alla varietà. Poi si procedeva rapidamente a lavaggio e defogliazione, frangitura, estrazione e filtrazione immediata del prodotto.
I clienti erano così soddisfatti che non finivano di ripetere di non aver mai fatto un olio così buono! Fin dall’inizio abbiamo avuto lunghe liste di attesa. Samir Bayaktar, padre di questo progetto Olive Truck, è sempre stato al nostro fianco. Sapeva il fatto suo e si è fatto giustamente pagare, visto che per

SAMYR E GRANDIS

mettere su tutto il carrozzone ha dovuto investire tanto.
Soprattutto ha avuto un’ottima intuizione con questo progetto e Darrell Corti – l’organizzatore del Los Angeles Olive Oil Award Competition – che ha molto apprezzato i nostri oli appena fatti, ha commentato : Top olive oil they said! Ma ha anche rilevato come sia davvero molto strano che nessuno ci abbia mai pensato prima.

GIAN LUCA GRANDIS, DARREL CORTI, SAMYR BAYRAKTAR

Cosa chiedeva Samir per la lavorazione?
Samir si è fatto pagare 55€ al quintale per la lavorazione… se penso che al mio frantoio se alzo i prezzi di 1 € c’è un interrogazione parlamentare! Ho visto Samir rifiutare clienti che volevano prenotare 100 quintali da lavorare…
Sei stato contento quindi di aver accettato l’invito di Samir a partecipare a questo progetto…
Si moltissimo. anche se è molto impegnativo. Qualche volta mi dicevo se non era meglio accettare situazioni meno faticose… senza contare che ho messo in piedi con la mia compagna Giudyta un frantoio bellissimo di cui stavolta non ho potuto occuparmi…
Giudyta è diventata una bravissima frantoiana e ti puoi permettere anche di lasciarla sola nel momento più duro dell’anno! Senza contare che producete anche vino… e che le lavorazioni quest’anno più che mai si sono sovrapposte. Finirà che l’allieva supererà il maestro, come Giotto con Ciambue!
Nonostante il fascino della California prima di partire c’erano tante incognite. A cominciare dal fatto che non conoscevo Samir di persona ma mi era stato proposto da Giorgio Mori di cui era cliente. Poi, considerate le aspettative nei miei confronti, ero curioso di vedere l’allestimento del container. Da un punto di

OLIVE TRUCK

vista tecnico non mancava veramente nulla [VEDI FOTOGALLERY]: dagli inverter (che regolano i giri del decanter/frangitore) ai motori per regolazioni più attente, alle gramole che fanno il vuoto passando per climatizzatore e aspiratori dove c’è il Decanter. Un gioiello tecnologico su ruote! Chiaramente è stata necessaria una coordinazione nelle operazioni di frangitura con il team, soprattutto quando, finito il lavoro, andavano lavate alla perfezione tutte, ma proprio tutte le macchine.
E per quel che riguarda le aspettative dei vostri clienti?
Senza troppa presunzione: noi siamo abituati a oli qualitativamente superiori e soprattutto differenti fra loro, per cui ero davvero curioso di vedere la reazione all’ “Italian style”. Sono state assolutamente entusiastiche e molti di loro erano addirittura, passami il termine, sbalorditi! A me è venuto perfino il mente il proverbio “ al contadino non far sapere quanto è buono il cacio con le pere…”. Risulta evidente che, a qualsiasi latitudine, la qualità di un prodotto la capiscono e riconoscono immediatamente tutti!
Queste iniezioni di fiducia ed apprezzamento hanno caricato tutta la squadra aiutandoci ad affrontare le molteplici sfide che si sono susseguite durante tutta la nostra permanenza…
Guarda il post su instagram di questa cliente. Ha fatto uno scatto notturno del nostro container illuminato in mezzo a un campo e ha commentato: Is that a moonbase? A secret lab […]?

BASE SULLA LUNA O LABORATORIO SEGRETO?

Vi è servito avere Olissea come corrispondente e testimone di questo progetto?
Certo, moltissimo, Samir vi chiede di tradurli anche in inglese… vuole mettere gli articoli nel dossier del progetto. Dopo tutto questo mira giustamente alla green card, mai colore fu più appropriato!
Nel viaggio in Turchia c’era come partner l’Università di Ankara, e questa volta Samir ha coinvolto l’Univesità di Davis (CA).
Sì, ci siamo spostati e abbiamo passato una giornata dimostrativa alla Davis University. All’Olive Center che è partner del progetto e dove abbiamo spostato tutto il circo per una una sola giornata in modo da mostrare l’utilizzo di queste macchine “italian style…”.
Quali sono state le difficoltà maggiori?
Soprattutto le diverse taglie di olive perchè richiedono diverse lavorazioni, le macchine vanno calibrate e adeguate ogni volta al tipo di oliva che arriva.

Ecco qua in foto: 30qli di “pallini da caccia”

BIDONI PLASTICA

Non so che cultivar fosse e nemmeno loro la conoscono, ma erano isidratate al 110%..

E poi alcuni errori banali: Taaaac! la schifezza in agguato, credevo dopo la stagna  usata per la benzina “ ma lavata bene..” di avere toccato il fondo.. sono più creativi da questa parte del mare… con i bidoni di plastica.
Il progetto è solo di Samir o sei in società con lui?
No, il progetto è interamente suo.
Ma Samir è anche frantoiano? Ti ha dato una mano durante la lavorazione?
No, diciamo che io sono Boncompagni e lui è Ambra…Sono sempre il direttore generale… il burattinaio dietro le quinte…😃Avete avuto qualche richiesta per il futuro?
Si, diverse. Anche un agronomo di origini messicana: ci aveva portato a frangere con il camion da varie grandi aziende produttrici di vino della Napa Valley e mi ha chiesto se ci saremmo potuti spostare anche nel nord del Messico l’anno prossimo. Era immensamente felice quando gli ho detto che mi sarei trattenuto per altri 10 giorni.

GECK

Anche alla celebre azienda “Pestoni” non potevano credere al loro olio, alla qualità che ne è uscita…

PESTONY FAMILY

Dopo Windmill e università di Davis, dove siete stati?
Abbiamo fatto base da Pestoni per una settimana intera e i vicini Mondavi, Kenzo e tantissimi altri ci hanno portato le loro olive. Alla fine  siamo rimasti lì anche perché abbiamo avuto qualche problema con le olive nonostante sia venuto un bell’olio e tutti fossero contenti. Il rientro era fissato per il 6 Novembre invece sono rimasto fino al 15, tanto in Italia pioveva e in California c’era un sole meraviglioso… mi son detto che torno a fare! Sarei tornato prima solo per loro … In foto Videochiamata con il suo cane Geck.
Comunque mi hanno trattato come un re… ci hanno riservato tutte le attenzioni
Abbiamo avuto anche problemi tecnici, ma è normale, in frangitura. Olive da buttare hanno bloccato l’impianto .. perse 3 ore… ma erano dei padroni di casa… e non potevo non provare.
Però davvero anche grandi soddisfazioni, abbiamo fatto effetto pifferaio magico, ci sono stati dei clienti che venivano da fuori, oltre 150 km di distanza. Si prenotavano per frangere con noi nel camion. L’entusiasmo ha superato la stanchezza. Non mi volevano far più andare via..Il bello è che appena rientrato devo andare in Puglia! Il traguardo è ancora lontano…
Al frantoio tuo e della tua compagna Giudyta in questi giorni mentre tu eri in California credevano ci fossi tu ai comanadi…

GIUDYTA TYSZIEKIEWICZ

Si vero infatti lei mi ha mandato questa foto di lei commentando: Gian Luca chi?
E come fa senza di te?
E’ stanca ma la riempiono di complimenti i clienti .. .dopo il primo disorientamento… ora tutto ok.. so che fa grandi oli!
Pensi che Samir sia in grado di portare avanti questo progetto anche senza di te?
Parte del progetto di Samir era quello di produrre olio col suo marchio OLIVE truck acquistando partite di olive. Non so se è pronto per lavorare da solo. In effetti sono state tante le difficoltà che si sono presentate, con le tante cultivar diverse che ci venivano portate, tutte con caratteristiche completamente differenti. Poi le attitudini oltre alle gestioni un po’ dilettantesche delle irrigazioni, come ti dicevo.
Posso dire che è stato un bel banco di prova anche per me. E ammetto che una stagione di così complessa gestione del decanter, con tutte le regolazioni che ho dovuto fare, non l’avevo mai avuta in 15 anni! Davvero tantissime, troppe differenze e variabili nella stessa giornata lavorativa … Mi sembrava di sentire Forrest Gump con i cioccolatini “ .. non sai mai quale ti tocca..” Io con le olive, come arriveranno? Piccole, disidratate o piene di acqua..??
Credimi è stato un problema questo dell’acqua, con tutti quelli con i quali sono entrato in contatto: produttori e privati che hanno realmente idee confuse sull’irrigazione, credono di dover annegare le piante e quando dicevo che più l’olivo soffre la sete più l’olio è buono mi guardavano come se li prendessi in giro. Sono emersi però anche i miglioramenti che possiamo applicare per rendere più efficiente il nostro servizio, per esempio con una migliore defogliazione o altre operazioni inerenti la gestione delle olive nel campo e tutte le operazioni da fare prima che vengano conferite. Cose tutte facilmente realizzabili, che permetteranno un miglior servizio ai clienti. Io ho scoperto tutto sul posto.

OLIVE BELLISSIME CALIFORNIA

Penso che sia cominciata una nuova era con questo progetto. Ora sarebbe necessario formare delle squadre altamente specializzate e competenti, che siano in grado di tirar su altri frantoiani. Un progetto del genere si regge solo se hai a bordo operatori di altissimo livello. Senza formazione tecnica è inutile avere in casa il frantoio e i macchinari più evoluti.

DIFFERENZA OLIVE

È vero. Infatti qui in America qualcosa simile al frantoio itinerante era già stato fatto ma era fallito perché gli oli prodotti non si erano rivelati all’altezza delle aspettative. Hanno avuto poco successo perché non garantivano questo livello di professionalità e tecnologia anche se il container sembrava un laboratorio dove fare la TAC!
In che senso?
Era rifinito e curato molto bene, ma ci volevano gli specialisti. Un principiante rischiava di bruciarsi. I quadri operativi devono essere altamente formati altrimenti non è possibile fare niente.
Si potrebbe fare una sit comedy… Sam&Gian.
Lavoriamoci, sarebbe da fare davvero! Avrebbe un successo garantito!
Mondavi e gli altri clienti noti che abbiamo avuto (medici e architetti “di grido”) sono il segnale della curiosità e della fiducia data si ad una struttura mobile ma che affascina per la tecnologia e professionalità del progetto.
Vi siete spostati per andare anche da Mondavi?
No, anche lui è venuto da noi. Eravamo parcheggiati dalla Pestoni family, a Saint Helena nella Napa Valley. Di fatto ci sono stati tre soli spostamenti.

OLIVE TRUCK

Ma a livello di permessi e normative varie, in italia sarebbe possibile creare un servizio del genere?
Credo di no, viste tutte le norme e senz’altro poi i frantoi insorgerebbero. Senza contare che ne abbiamo tantissimi e le distanze sono minime.
Chiaro che anche in America un progetto del genere alla lunga finirebbe per rompere le scatole a qualcuno, come mi ha detto anche Darrell Corti.
Comunque, a parte l’ultimissima giornata che si è chiusa fortunatamente con belle olive e di conseguenza buoni oli, gli ultimi 2 giorni sono stati di vero delirio. Inconvenienti e avversità di tutti i tipi… giuro che avrei voluto infilare una chiave inglese nel frangitore e spaccare tutto…
Ma non potevate mandare in dietro le olive brutte?
Lo abbiamo fatto, ma chi fa 150 km prendendo un camion a noleggio per seguirti ti fa anche tenerezza. Da lì in poi però è stato un massacro lavorare alcune partite.
Comunque per tornare al progetto di Samir, lui aveva tutti i permessi per l’attività ovviamente e secondo me ha proprio colto il momento giusto con questo progetto a cavallo dei dazi, l’ultima novità di Trump. E degli investimenti previsti dal California Council per sviluppare il settore olio di oliva, appena approvato la settimana scorsa. Sembra fatto apposta, anche se per utilizzarli avremmo dovuto iniziare fin dallo scorso anno.
Hai visto mai gli eventi come vanno..??

 

 

 

 

 

 

 

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