“L’olio è uno solo,  quello estratto dall’oliva così come di vino ce n’è uno solo quello estratto dall’uva. Loro, quelli del vino, sono stati capaci di non farsi portar via l’essenza delle loro parole. Per esempio un vino di mele non è un Vino ma SIDRO”.

 

Nelle notti d’estate passate a studiare latino per gli esami di riparazione di settembre, si declinava e parecchio pure. Chi non studiava durante l’anno, lo avrebbe fatto al fresco delle ore notturne rinunciando alle scorribande con gli amici. DURA LEX SED LEX.

AROMI

Oleo, Oles, Olet, Olemus, Oletis, Olent. Coniugando il verbo Olere (avere odore) si rivela il dubbio che l’olio e gli aromi siano figure pseudoetimologiche, pertanto Olet Oleo (profuma d’olio) è una somiglianza esteriore, come verbis verbare (colpire con le parole). Somiglianze dunque. Eppure mi sorge un dubbio ulteriore, che Olere e Olium siano geneticamente la stessa cosa. Chi studia etimologia saprà senz’altro aiutarci a capire, magari rivelandoci dove nascono le parole dell’olio.

OLIO DA BAGNO ORTIGI

Un’altra parola dell’olio mi sovviene a questo punto: LIPOSSIGENASI.

LIPOSSIGENASI

Senza questi complessi enzimatici che favoriscono la formazione di sostanze volatili responsabili dell’aroma dell’olio, non ci sarebbe olio ma un semplice acido grasso in qualche modo estratto dalla drupa dell’olivo, liquido a temperatura ambiente.
A me piace pensare che queste somiglianze ci svelino una verità anche solo parziale e affermare pertanto che il profumo è la vera essenza dell’olio.
È essenza al punto tale che si parla genericamente e propriamente di essenze aromatiche e di oli essenziali.
Avrete notato che volutamente non uso la parola d’oliva dopo la parola olio.
L’olio è uno solo, solo quello estratto dall’oliva così come di vino ce n’è  uno solo quello appunto estratto dall’uva.
Loro, quelli del vino, sono stati capaci di non farsi portar via l’essenza delle loro parole. Per esempio un vino di mele non è un Vino ma SIDRO.

OLIO MOTORE

Sono ormai convinto che, alla luce dei disastri realizzati sin qui da tutti noi del settore dell’olio in tutte le direzioni possibili e immaginabili, dove la realtà ha superato di gran lunga la più fervida fantasia, la nostra specie sia geneticamente incapace di valorizzare l’olio.
Era destino inevitabile dunque che senza una profonda valorizzazione dell’olio la parola stessa olio in quanto portatrice di molteplici significati e interessi di parte perdesse la esclusività d’uso per abbracciare tutte le essenze lipidiche più o meno profumate, includendo ahimè anche quelle che puzzano.
Più semplice e lungimirante sarebbe stato fare come i nostri cugini del vino.
Prosit.

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