Olissea è andata a trovare le innestine del vivaio Spoolivi di Pescia (PT). Donne che conservano un lavoro artigianale che richiede precisione, manualità e fatica. I giovani agronomi che tentano di imparare dopo qualche giorno rinunciano, ma l’innesto dell’olivo è una pratica sulla quale si regge  buona parte del futuro della biodiversità olivicola italiana. FOTOGALLERY

Sono due le tecniche di coltivazione dell’olivo: una è quella ottenuta per talea e l’altra per innesto. In occasione della festa dei lavoratori rendiamo omaggio alle poche persone rimaste che praticano ancora l’antico mestiere dell’innesto, raccontando – nel modo più seplice possibile – le tecniche agronomiche che stanno a capo dei loro abili gesti.

INNESTO

L’Olivo da talea richiede operazioni meno complicate di quelle necessarie per produrre piante tramite innesto, ma il punto debole è rappresentato dal fatto che non tutte le cultivar di

INNESTINE PESCIA

olivo si adattano a questo metodo di propagazione. Molte varietà infatti sono incapaci di radicare: nonostante i trattamenti con stimolatori, le talee non emettono radici o se le emettono non sono in quantità sufficiente per costituire un nuovo ed efficiente apparato radicale.
Invece, per la produzione di piante innestate, il punto di partenza sono i noccioli di olivo dai quali si ottengono i semenzali (piante di olivo dette comunemente “selvatiche”) sui quali verrà praticato l’innesto di svariate cultivar di olivo.
Utilizzando particolari snocciolatrici, i noccioli vengono separati dalla polpa delle olive per poi essere

SEMENZALE

lavati e ripuliti dai residui oleosi. Asciugati con cura, vengono conservati distesi in locali perfettamente asciutti fino al momento dei trattamenti presemina. A fine luglio, circa 3 settimane prima della semina, i noccioli vengono sottoposti a un trattamento idratante che ne favorirà la germinazione in semenzaio.
La semina dei noccioli avviene a fine agosto in apposite aree opportunamente predisposte dove vengono distesi in maniera omogenea sulla superficie del letto di semina e ricoperti con un uniforme strato di terra. I noccioli iniziano a

MARZA

germinare a fine settembre  inizio ottobre e a fine dicembre ne saranno germinati in media il 75-80%.
Nell’appezzamento destinato a nestaio, dove cioè si faranno crescere i semenzali, si procede a preparare opportunamente il terreno. Le operazioni di trapianto dei semenzali hanno luogo in primavera nei mesi di aprile-maggio.
Una volta terminate le operazioni di trapianto, i semenzali hanno bisogno di ricevere adeguate cure, per ottenere piante particolarmente sviluppate e idonee a essere innestate.
Nel mese di Marzo, viene prelevato il materiale vegetale di propagazione, le cosiddette “marze” ovvero rami, di un anno di età, ben lignificati. L’innesto vero e proprio si effettua nel mese di Aprile, quando le piante si trovano in “succhio”, ovvero con la corteccia che si distacca agevolmente mettendo a nudo i tessuti del legno.

TAGLIO PER INSERIMENTO DELLA MARZA

I giovani semenzali, che in questo periodo hanno raggiunto alcuni millimetri di diametro del fusticino, vengono tagliati a 5 cm dal suolo. Successivamente, prima di praticare l’innesto, l’innestina ripassa il taglio, praticandone uno nuovo sottostante, con un coltello ben affilato, in modo da lasciare una superficie perfettamente netta e leggermente obliqua.
A questo punto, l’innestina, effettua un’incisione longitudinale  di due cm sulla corteccia a partire dal punto del taglio di capitozzatura. Con la lama del coltello solleva i lembi di corteccia incisa e vi inserisce la marza, costituita da una porzione di ramo di un anno, che presenta un taglio obliquo a mo di becco di clarino di 2-3 cm di lunghezza.

SIGILLATURA CON CERA D’API

Un’operatrice, utilizzando appositi lacciolini di gomma stringe e tappa fortemente le superfici di taglio messe a contatto e conclude l’operazione di innesto immasticiando con cera d’api il punto di innesto e il taglio all’apice della marza. Alcuni giorni dopo l’innesto iniziano a germogliare le gemme della marza e prende vita una nuova piantina di olivo. Anche dopo questa fase i giovani olivi sono oggetto di

MASTICCIAMENTO

numerose e attente cure  fino al mese di Novembre quando le piante, che hanno raggiunto nel frattempo circa 60-80 cm di altezza, vengono tolte dalla nestaiola e poste in vasi di plastica da 3.5 litri riempiti con apposito substrato.
Le giovani piantine di olivo vengono fatte crescere in vaso per altri nove mesi e, finalmente, giunti a Settembre-Ottobre, sono pronte per essere vendute. Le piante così ottenute, rappresentano un concentrato di tecnica, tradizione e tempo, tanto tempo, per un prodotto di elevato valore commerciale e agronomico.

 

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