Gian Luca Grandis è stato invitato dall’imprenditore turco Samir Bayraktar,  ideatore e CEO di  Olive Truck e Nar Gourmet Group a frangere in California a bordo di un camion appositamente attrezzato. Si tratta di un progetto nato nel 2014 in collaborazione con l’Università di  Ankara: dotare un bilico di un frantoio mobile – prodotto dall’azienda italiana MORI TEM – per frangere le olive direttamente negli oliveti di sei diverse regioni dell’Anatolia. Dopo il successo di questa iniziativa Samyr Bayraktar ha deciso di proseguire l’esperienza anche negli oliveti che possiede in California e ha deciso di coinvolgere Grandis.
Il viaggio di questa “azienda mobile” è iniziato proprio in questi giorni nella Napa Valley e ve lo racconteremo nelle prossime puntate. In questa raccontiamo l’antefatto iniziato cinque anni fa coi primi viaggi in Anatolia. VIDEO

SAMIR BAYRAKTAR

Il viaggio in Turchia del camion azienda mobile aveva come scopo di tracciare le diverse varietà di olive delle coste dell’Anatolia, partendo dalle regioni di Antakya, Mersin, Adana, Antalya, arrivando fino a Bodrum, girando per Ayvalik, Edremit, Gemlik e terminare infine a Istanbul. Si trattava di un autoveicolo industriale costruito appositamente, appunto una piccola azienda olearia semovente, dotata di un laboratorio e di un frantoio.
In questo progetto era coinvolta la facoltà di agricoltura dell’Università di Ankara, Il Ministero turco di Scienza Industria e Tecnologia e il Gruppo Nar Gourmet che con questo progetto stava cercando di contribuire alla rinascita di sapori che risalgono addirittura all’era ottomana e che sarebbe un delitto andassero perduti. Come potevano continuare a esistere? Producendo olio in varie località diverse ma all’interno di una “stessa azienda” e con gli stessi metodi. E’ il progetto più ambizioso del Gruppo turco Nar, un progetto che contribuirà alla cultura dell’olio e alla sua rinascita anche in quel contesto. L’idea di base è portare l’azienda direttamente negli oliveti, ecco perché è stato montato su un camion un frantoio di ultima generazione.
L’olivo è stato coltivato in Turchia per 10.000 anni e, come testimoniano i reperti archeologici, proprio la Mesopotamia è stata la terra d’origine delle olive, da lì sono state poi portate anche in Europa. Il fatto più rilevante è che le olive cresciute in queste aree dell’Anatolia si sono sviluppate nel tempo in varietà

Gian Luca Grandis

GIAN LUCA GRNDIS

che sono diventate specifiche di questa regione, introvabili altrove. La scoperta e valorizzazione delle cultivar storiche attraverso la produzione di olio di altissima qualità è l’idea base di questo viaggio che in prospettiva attraverserà tutto il mondo applicando l’approccio qualitativo adottato dal Nar Gourmet Group che mira a diventare un brand globale.
Nella prima edizione del viaggio fatto in Turchia lo scopo era dunque quello di tracciare le varietà autoctone, come la Tavsan Yüregi, una varietà della regione di Antalya molto ricercata e amata dagli abitanti della regione. Gli olivicoltori coinvolti si sono resi conto subito che il metodo di estrazione usato sul camion garantiva un’ottima qualità – anche se a scapito  di una resa molto bassa – con l’enorme vantaggio di dover solamente mettere le olive dentro la macchina senza bisogno di stoccarle e trasportarle, processo pensato per garantire una produzione di olio di ottima qualità.
Questa collaborazione fra il Ministero di Scienza Industria e Tecnologia, la facoltà di Agraria dell’Università di Ankara e il gruppo Nar Gourmet, ha dato vita alla speciale raccolta di oli extravergini dell’Anatolia – “the Anatolian Collection” – tracciando le olive da varietà storiche e di conseguenza gli aromi dell’Anatolia. Aromi che sono tornati a esistere con lo scopo di scovarne altri al momento ancora sconosciuti.
Nella città di Ballica nella regione di Manisas Akhisar ci sono le varietà Domat e Uslu, e anche qui piccoli produttori sono stati felici di dare il loro contributo a questo progetto frangendo olive fresche appena colte e frante direttamente nel camion.
L’azienda toscana MORI TEM, produttrice del frantoio installato sul camion, ha inviato di supporto al progetto anche due suoi tecnici che hanno girato la Turchia alla ricerca delle olive che avrebbero prodotto olio di altissima qualità.Gli studenti dell’Università di Ankara hanno seguito parte del processo aiutando a definire i criteri qualitativi dalla raccolta all’estrazione. L’olio prodotto è il risultato di questo progetto e la loro speranza è che questa iniziativa possa avere un ruolo importante nello sviluppo della Turchia, specialmente per quanto riguarda la sua parte rurale. Gli studenti hanno capito che questo prezioso albero ha bisogno di essere tracciato e che c’è bisogno di sforzi maggiori perché questo tesoro venga apprezzato sempre più, per poterne fare un uso migliore anche cuore della sua terra di origine. Impegnati per far sì che l’olio sia tracciato in Anatolia , hanno creato un claim molto forte: «Tracciamo le olive! Proteggiamole!» – «Una pianta che può vivere tre millenni è una pianta miracolosa e che con questo sistema di azienda mobile la possiamo finalmente valorizzare ottenendo un olio di grande valore».

 

 

Share: