Colpite 41 piante all’Argentario: task force anti-contagio La Regione: «È il primo caso ma non c’è un vero pericolo»

di Mario Neri per Il Tirreno

Tredici ginestre, tre mandorli, un rosmarino, una lavanda, un cisto, una mirtifolia, e altri cespugli e arbusti di un paesaggio da lirica montaliana o leopardiana sono da ieri la nuova frontiera di uno spettro che la Toscana non aveva ancora conosciuto. Uno spicchio della sua macchia mediterranea, in uno spazio di poche decine di metri quadrati poco lontano dal mare a Porto Santo Stefano, è diventato l’esca del primo focolaio di Xylella registrato in regione. A colpire 41 piante al Monte Argentario è il batterio Multiplex, diverso dal ceppo killer che negli ultimi sei anni ha rosicchiato e ucciso nei campi della Puglia 770 mila olivi e 8 mila ettari di terra, acceso rivolte di agricoltori e comitati ambientalisti, ma non per questo meno pericoloso. È una sottospecie finora rinvenuta in Francia, Corsica e Spagna e come la “cugina” pugliese non lascia scampo alle piante che se ne ammalano. Tanto che ministero dell’Agricoltura e Regione hanno già attivato misure d’emergenza.

MACCHIA INFETTA

Da giorni sul posto lavorano almeno 5 squadre del Servizio fitosanitario regionale. Sono stati proprio gli esperti del centro toscano di protezione delle piante a scoprire il luogo dell’infestazione. Che per ora, assicura l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi, «è sotto controllo». «Dopo l’emergenza in Puglia, la Toscana compie controlli preventivi su tutto il territorio dal 2013 – dice Remaschi – Ad oggi ne abbiamo svolti 10mila, solo 1.000 nel 2018 proprio all’Argentario e proprio questa vigilanza ci ha consentito di scovare il minimo segnale di allarme. Ma nessun olivo è stato colpito». La prossima settimana sul promontorio verrà istituito un laboratorio anti-Xylella per proseguire analisi e approfondimenti, ma soprattutto perché scongiuri il peggio: un’epidemia. Tutte le piante malate verranno isolate, eradicate e distrutte. Così come tutte quelle con sintomi sospetti nel raggio di 100 metri dal focolaio.
Verrà istituita una “zona rossa”, un’area cuscinetto di 5 km su cui campionamenti e test proseguiranno a ritmo serrato e soprattutto verranno monitorati costantemente i tomboli. «Siamo fiduciosi – continua l’assessore – la laguna fa da barriera naturale alla diffusione del batterio nel resto della Toscana, ci rassicura il periodo invernale, in cui gli insetti che fanno da

VIVAIO PISTOIA

vettore sono fermi, e il fatto che su Giannella e Feniglia finora i campionamenti non abbiano registrato nemmeno una volta la presenza del batterio». Per questo le strisce di sabbia e terra verranno «trattate» con pesticidi per evitare che gli untori propaghino il batterio killer al resto della regione. Perché, se è vero che alcun olivo finora è stato infettato, nessuno fra gli esperti è certo che la malattia non possa colpire anche altri “monumenti” arborei e agrari dell’economia toscana. E che fra i tecnici serpeggi non poca preoccupazione lo si capisce anche dall’appello lanciato dal ministero ai residenti, affinché si facciano «cittadini-sentinella» e segnalino le piante malate. In più è stato decretato il «blocco di movimentazioni» di piante sensibili dall’Argentario. In pratica, la penisola è sotto embargo. Divieto di esportare piante. Senza contare che non è ancora chiaro quale sia l’origine del contagio.

ARGENTARIO

I ricercatori del Servizio fitosanitario per ora fanno solo ipotesi. Conoscono i risultati delle loro indagini da venerdì. A fare da vettore-untore di questo tipo di Xylella fastidiosa sarebbe la sputacchina, un insetto, una minuscola cavalletta e potrebbe essere sbarcata a Porto Santo Stefano su una pianta ornamentale trasportata in barca dalla Corsica, oppure via terra. «Voglio tranquillizzare le nostre aziende e i nostri clienti, la zona vivaistica di Pistoia è salvaguardata visto che siamo costantemente sottoposti a controlli a tappeto – dice Francesco Mati, presidente della sezione florovivaistica di Confagricoltura Toscana – La cattiva notizia è che questa scoperta conferma ciò che diciamo da tempo: oramai l’Europa è sotto attacco da fitopatologie provenienti dall’altra parte del mondo per gli scarsi controlli sulle merci in entrata». «Non facciamo inutili allarmismi – dice Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana – gli oliveti ed i vigneti così importanti per l’economia ed il paesaggio non corrono alcun rischio».

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