Tre agricoltori del Marocco visitano alcune aziende olivicole della toscana. Pubblichiamo il report  che ci ha inviato in redazione l’olivicoltrice Souhad Azennoud.

di Souhad Azennoud
La Condotta  Slow Food Val d’Arno ha organizzato la nostra visita in Toscana di Settembre e  siamo stati lieti di scoprire la Fattoria di Felsina con Giuseppe Mazzocolin.
Siamo tre agricoltori delle montagne di Prérif (tribù di Jballas) del Marocco e presidenti di cooperative agricole nel distretto CR Kissane della provincia di Rhafsai di Taounate: Souhad Azennoud Presidente di una cooperativa oleicola, Youssef Brahmi Presidente della cooperativa Al Hawta, Brahim Tanane Presidente della cooperativa Al Marai Al Jabalya. Insieme abbiamo visitato la Toscana. Facciamo parte della Condotta di Rhafsai Taounate, nel nord del Marocco centrale.

REGIONE DELLO JBALLA MAROCCO

Alcuni luoghi dell’area visitata ricordano il Prérif con le montagne di mezzo e le estese degli uliveti.
Questa la panoramica della regione del Marocco dove  abitiamo: il paese di Jbala, che occupa gran parte del Marocco occidentale, si inserisce in un contesto naturale e socio-economico che fa parte di un sistema di produzione agro-silvo-pastorale. Questo sistema è caratterizzato allo stesso tempo dall’uso di terreni agricoli, di pascoli e foreste. L’agricoltura e l’allevamento sono settori di sussistenza caratterizzati dall’uso di tecniche agricole tradizionali e da estesi allevamenti principalmente di caprini e ovini.
L’agricoltura tradizionale aiuta a mantenere all’interno del paesaggio un mosaico di aree coltivate (colture, maggese), naturali (forestali e ecosistemi pre-forestali) e semi-naturali (siepi, percorsi, drenaggi e fossati). Questa particolare composizione ha un forte impatto sulla dinamica delle specie presenti nel paesaggio perché l’habitat è frammentato ed è

SOUHAD AZENNOUD CON GIUSEPPE MAZZOCOLIN

fortemente influenzato dalle attività legate all’agricoltura. La persistenza della copertura forestale naturale associata ai tradizionali agro-ecosistemi favorisce il mantenimento di un’elevata biodiversità.
Gli agro-ecosistemi della regione sono caratterizzati dalla coesistenza di un sistema silvo pastorale, un’attività agricola di sussistenza e formano unità paesaggistiche particolari. Le caratteristiche principali dei tradizionali ecosistemi delle montagne del Rif, in generale, e in particolare i paesi Jbala hanno una agricoltura di sussistenza, un’ampia varietà di colture resistenti con basse rese, la predominanza della micro (<0,5 ha) e della piccola proprietà (<5 ha), l’estensione della cannabis cultura e l’ampio uso di varietà locali che rappresentano un’alta biodiversità e un grande potenziale per le risorse genetiche.
Per quanto riguarda l’agrodiversità del nostro territorio, si possono evidenziare due importanti caratteristiche: la persistenza di colture marginali e/o rare delle quali si può citare come esempi  fra i cereali, la cultura del “chqalia” o farro (Triticum monoccocum), il “chentil” o della segale (Secale cereale) e “dra” o sorgo (Sorghum bicolore); tra i legumi, la veccia e la “kersanna” (Vicia ervilia) la “kerfala” (Vicia sativa) (…).
Inoltre l’importanza degli alberi da frutto,  perchè si nota infatti il rilievo dato alle essenze mediterranee come l’olivo, il fico e la vigna, la presenza delle rosaceae come la prugna e la pera e specie sub-spontanee come il castagno, il noce e la betulla. La ricchezza varietale degli alberi da frutto è molto alta, specialmente nell’albero di fico che è un elemento caratteristico degli agroecosistemi del Rifan. In quest’ultimo caso, sono state identificate più di cento varietà corrispondenti a distinti tipi denominati (Hmimsa et al., 2012). Gli alberi da frutto e in particolare il fico costituiscono un elemento distintivo degli agroecosistemi del Rifan e in particolare del Jbala. Allo stesso modo, la vite, una volta costituiva una

SOUHAD AZENNOUD

componente essenziale dei paesaggi boschivi e ve ne era una grande presenza  nelle montagne del Jbala, di cui hanno scritto alcuni viaggiatori (Al-Wazzan Ez-Zayyâti, 1550), montagne denominate “Jbel Zbib”.
Nello Jbala le competenze e i saperi agricoli  sono elevati.  E questo riguarda anche l’olivicoltura, in particolare la tecnica di innesto su olivastro e della potatura, la conoscenza locale di ricette con le olive delle varietà locali, e le ricette tradizionali con olio d’oliva.
A questo proposito la nostra visita alla Fattoria di Felsina è stata una grande ricchezza per noi. Soprattutto per la gestione degli impianti e la degustazione degli oli da quattro varietà diverse. Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla loro freschezza dopo 9 mesi dalla raccolta anche perché hanno mantenuto integro il loro sapore fruttato.

Ci siamo resi conto che dobbiamo davvero impegnarci per mantenere la stabilità nei profumi e nei sapori nel tempo.
Anche le nostre famiglie hanno fatto le stesse osservazioni una volta assaggiati gli oli in Marocco, di cui Giuseppe Mazzocolin ci aveva fatto dono.

VISITA AL FRANTOIO

A livello tecnico Brahim Tanane agricoltore, apicoltore, frantoiano e titolare di un frantoio nella nostra regione, è stato in grado di rivolgere un bel numero di domande relative in particolare al problema delle maturazioni durante la campagna olivicola 2017/2018 e alle evidenti difficoltà di estrazione.
Ringraziamo dunque Giuseppe Mazzocolin e il suo giovane collaboratore per le spiegazioni.
Siamo stati contagiati dall’amore di Mazzocolin per il suo “terroir” e anche dalla sua passione per l’olivicoltura mediterranea. Ha ragione di voler proteggere questa ricchezza.

 

 

 

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