Il grande cambiamento in atto in tutto il comparto olivicolo, richiede, come tutti i grandi rivolgimenti, che sia data una scossa ai vecchi schemi e ai modi di pensare convenzionali, tante battaglie e sacrifici che ben si riassumono nel termine Olissea.

La parola Olissea è nata mentre stavo leggendo Extra Virginity, il libro inchiesta del giornalista americano Tom Muller sui torbidi affari che si celano dietro la produzione mondiale di olio extra vergine di oliva. Un best seller arrivato alla quarta edizione malgrado sembrasse destinato a un pubblico di soli specialisti.

Questa esplicita denuncia rivela agli occhi di un comune lettore tutti i mali di cui soffre l’apparentemente insospettabile settore olivicolo.

Verso la fine del libro, i misfatti elencati erano così numerosi e articolati che la navigazione necessaria per sventarne le insidie fece affiorare in me il concetto di… OLISSEA,  un’espressione che richiamava tute le peripezie omeriche  che un olivicoltore deve affrontare per produrre un olio di qualità. Intorno a questa parola e a questa idea è nata l’omonima associazione culturale e il blog che ne costituisce lo strumento comunicativo. Due progetti ambiziosi che finora sono riusciti a esprimere solo in parte il grande potenziale della rivoluzione qualitativa dell’olio extravergine avvenuta negli ultimi 20 anni.

Il cambiamento in atto, richiede, come tutti i grandi rivolgimenti, che sia data una scossa ai vecchi schemi e ai modi di pensare convenzionali e fanno pensare a tante battaglie e sacrifici che ben si riassumono nel termine Olissea.

Olissea significa realizzare un olio di elevata qualità attraverso l’esperienza e la meticolosa attenzione a ogni passaggio produttivo, in un mercato che non sa appieno riconoscere il valore e il costo (dunque nemmeno il prezzo).

Olissea significa comunicare l’esistenza di più di 600 varietà di olive che caratterizzano l’Italia come unico Paese al mondo capace di offrire questa ricchissima biodiversità.

RACCOLTA OLIVE

Olissea significa tutelare queste 600 varietà incrementandone la coltivazione.

Olissea significa battersi per convogliare gli indispensabili investimenti per la ricerca e lo studio di tutte le nostre varietà autoctone. Anche per ricercarne e selezionarne di adatte a resistere al batterio della Xylella fastidiosa prima ancora di investire in nuovi ibridi e cloni.

Olissea significa indicare la necessità della liberalizzazione dei brevetti per contrastare l’emergenza Xylella.

Olissea è anche la fatica di tutti gli olivicoltori che cercano di sopperire alla mancanza di sperimentazioni sulle nostre varietà di olive coltivandole senza alcun aiuto, ricercando in proprio e verificando se ne esistano di tolleranti alla Xylella.

Olissea è contrastare la tendenza e la moda di piantare varietà di olive spagnole anziché le centinaia nostrane ancora tutte da scoprire.

Olissea è rendere evidente ai ristoratori perchè un olio buono e profumato debba costare più di quello industriale, esattamente come la differenza che c’è fra un’orata pescata e quella di allevamento, fra un pollo ruspante e quello di batteria. Un olio di qualità enfatizzerà un piatto, mentre un olio mediocre lo annienterà.

Olissea è spiegare che il nostro olfatto e gusto sono orientati da anni di prodotti industriali che propongono sentori anonimi, piatti, dolciastri al posto dei complessi profumi che si manifestano diversi in ogni annata e che l’amaro e il piccante sono per esempio caratteristici degli oli di qualità.

Olissea è combattere contro la mosca olearia ingegnandosi per trovare soluzioni innovative e sostenibili.

CORREGGIOLO E FICHIDINDIA

Olissea è resistere con la produzione di varietà locali nonostante i cambiamenti climatici.

Olissea è lavorare nel mercato italiano che, che anocra privilegia le produzioni industriali, perchè accolga i proprio oli di qualità al prezzo che meritano.

Olissea è non accettare che il 90%  di questi nostri oli sopraffini vengano venduti esclusivamente all’estero.

Olissea è rendere le persone consapevoli di avere un naso che le può guidare nella scelta del prodotto migliore.

Olissea è far notare che la maggior parte degli oli venduti a basso costo hanno gravi difetti: sono rancidi e puzzolenti e che purtroppo ci siamo assuefatti anche a questo.

Olissea è dimostrare l’evidenza che una bottiglia di olio di qualità costi di più di una bottiglia di vino. Un oliveto produce un terzo della produzione di una vigna e una bottiglia di olio dura almeno un mese a fronte di una di vino che, per lo stesso prezzo e contenuto, viene consumata nell’arco di una cena.

Olissea è spiegare perché è preferibile scegliere un olio filtrato.

Olissea è promuovere e assistere il faticoso recupero di oliveti abbandonati da parte di un sempre maggior numero di giovani ed energici nuovi imprenditori.

Olissea è investire in nuovi macchinari per l’estrazione dell’olio e porre in luce come sia la scelta giusta a dispetto del maggior impegno per vendere l’olio di qualità al giusto prezzo.

Olissea è stimolare nuova consapevolezza nel consumatore perchè  al ristorante chieda un olio di qualità e  abbia la giusta pretesa di rimandare indietro un olio difettato, al pari di un vino che sa di tappo.

Olissea è insistere perché gli chef diventino curiosi anche del contributo che può dare un olio di qualità sia crudo che in cottura. Che vengano incoraggiati a studiare, ricercare e preparare i loro piatti avvalendosi dei tanti profumi e sapori offerti dalle centinaia di cultivar del nostro Paese.

ABBINAMENTO OLIO CARPACCIO

Olissea è difendere  il paesaggio tradizionale italiano che è per lo più collinare, salvaguardando le caratteristiche ambientali che generano la qualità della nostra produzione e che niente ha a che vedere con quella degli impianti super intensivi adottati nelle vaste distese spagnole.

Olissea è non rassegnarsi all’ineluttabile e incalzante abbandono degli oliveti, quando sappiamo che l’Italia, dal Trenitino alla Sicilia,  è nota e ammirata in tutto il mondo per i suoi paesaggi agresti ammantati di olivi, così seducenti per il viaggiatore e il turista.

Olissea è aiutare e supportare l’olivicoltore, quando oltre a investire nei macchinari e produrre qualità, deve anche saper  spiegare perché la qualità è costosa.

Olissea è sostenere presso le istituzioni dello Stato la complessità di tutte queste difficoltà sostenute dagli olivicoltori e promuoverne il sostegno, anche per le ricadute positive che ne avrebbe il comparto olivicolo conquistando una maggiore attenzione da parte del mercato.

Olissea è cercare in ogni modo di tenere uniti tutti questi tenaci olivicoltori, di incoraggiarli a non abbandonare il proprio lavoro e aiutarli a far pervenire le loro istanze sui tavoli decisionali della pubblica amministrazione.

È un’Olissea risvegliare il nostro naso intorpidito per  godere di nuovi profumi e sostenere al contempo promuovere la produzione italiana di olio artigianale di qualità, mai stata così a rischio di sopravvivenza.

Olissea è far scoprire la differenza fra  olio artigianale e  olio industriale realizzato unicamente assemblando grosse partite di olio provenienti dalle più svariate e distanti aree geografiche anziché partire dalla materia prima in loco.

Olissea è smascherare l’enorme giro di affari procurato dall’inganno di “oliacci” spacciati per 100% italiani.

Olissea è riappropriarsi del marchio Made in Italy a rappresentanza prevalente delle produzioni artigianali di qualità.

Olissea è chiarire che quando un olio è piacevolmente amaro è perché contiene polifenoli, antiossidanti naturali benefici per la nostra salute e che, rompendo con l’abitudine, si tratta di acquisire la giusta dimestichezza nell’abbinarlo alla giusta pietanza.

Olissea è innescare la giusta curiosità a ricercare e decidere di acquistare più oli da diverse regioni (ne basta anche solo una bottiglia da mezzo litro o anche meno) per apprezzarne i diversi sentori nelle loro infinite combinazioni e armonizzazioni col cibo (es. su una mozzarella un olio da varietà Itrana oppure Tonda Iblea per le note prevalenti di pomodoro, arricchiranno il piatto della sua presenza).

Olissea è soprattutto spiegare questa complessità di questioni con un unico vocabolo sul quale ora possiamo contare.

Con questo dono, che ci fa indirettamente il grande aedo Omero, auguro a tutti un

HAPPY NEW E.V.O.O. YEAR!


Testi e foto a cura di 
Caterina Mazzocolin 
In copertina  le reti dei pescatori di Porto Ferraio, Isola d'Elba (LI)

 

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