Da 10 anni Johnny Madge è assaggiatore professionista di olio, organizza tour sull’olio, collabora con Slow Food per la Guida degli Extravergini e fa parte di giurie internazionali come Olive Japan, Athena e The London Olive Oil Competition.
Ecco che cosa ha scritto riguardo l’olio-aperitivo organizzato da Olissea nella storica Enoteca Buccone di Roma  il 6 Dicembre scorso!

Sono stato invitato recentemente a un “olio–aperitivo” molto ben organizzato da Olissea che aveva coinvolto tre produttori: Mattia Marcantoni dell’Azienda marchigiana il Conventino di Monteciccardo (PU), Francesco Le Donne – Az. Villa Pontina di Sonnino, e Vito Girone con il suo Olio Ganga Lupo prodotto a S.Spirito (BA). La degustazione dei loro oli avveniva nella storica Enoteca Buccone di via di Ripetta, a due passi da piazza del Popolo, uno dei luoghi più suggestivi e celebri di Roma. Erano dunque rappresentate tre regioni ben distinte: Marche, Lazio e Puglia, con le loro rispettive cultivar tipiche: Raggiola, Itrana e Coratina.
Ognuno dei produttori faceva assaggiare il proprio olio spiegando la tecnica e descrivendo le sensazioni.
Per me, che sono fissato con gli abbinamenti, è stato piacevolmente insolita la successione dei piatti scelti per poter dimostrare gli effetti di questi tre oli molto diversi. Quello che mi è piaciuto di più della serata è stata la modestia, la generosità che s’intuiva in ognuna di queste persone impegnata nella produzione al massimo livello di qualità. Talvolta nel mondo dell’olio (ma in tutti i campi a dire il vero!) avverto uno spirito di competizione e una malcelata amarezza per i successi ottenuti dagli altri. Quella sera all’enoteca, tutto il contrario: ogni produttore si complimentava sinceramente l’uno con l’ altro per la qualità dell’olio che assaggiava.
Francesco Le Donne, al bancone dell’enoteca, ha voluto far assaggiare il suo olio, oltre che col bicchierino, abbinandolo anche a una gloriosa mozzarella di bufala campana e al salmone selvaggio affumicato della selezione Sapor Maris di Daniele De Rossi – confermando le magie che può creare la sua Itrana – coi sentori marcati di pomodoro – quando viene accompagnata a questi alimenti. Ma quella sera, visto che nel menu c’era anche la porchetta, abbiamo deciso di provare sia l’olio marchigiano che l’olio pugliese per sentire gli effetti diversi che potevano sprigionarsi su questo piatto dal sapore così forte.

VITO GIRONE CON FRANCESCO LE DONNE E PAOLO TRIMANI

Temevo che i produttori potessero dire: “senti come il mio olio trasforma questo piatto in qualcosa di eccellente!” senza troppo badare alle sensazioni dell’olio del suo ‘competitore’. Ma conoscendoli sempre meglio durante la serata ho capito che queste persone mai potrebbero avere un atteggiamento del genere. La cosa bella era che il marchigiano Mattia Marcantoni diceva: “senti come l’olio della Puglia tira fuori il sapore della carne!” e il pugliese Vito Girone aggiungeva: “sentite come l’olio marchigiano di Mattia aggiunge note di erbe aromatiche così marcate pur nel contesto di un piatto potente come la porchetta!”.
Ripeto: c’era una grande voglia di ‘sentire’ l’olio dell’altro e di apprezzarlo non solo per come si offre nel bicchierino ma come può accompagnarsi e combinarsi con le pietanze. Sentivo una voglia di sperimentare (molto importante, secondo me) e di parlare in modo costruttivo delle rispettive esperienze accettando, anzi esaltando, le qualità dei prodotti degli altri.
Conosco Francesco Le Donne da qualche anno e spesso c’incontriamo in eventi dove si possono assaggiare tanti oli diversi. Come due cani guidati dai loro ‘nasi’ entusiasti, giriamo per questi saloni assaggiando oli che provengono a volte, da tutto il mondo. Francesco vuole sempre imparare dagli altri. Apprezza tantissimo oli fatti bene dai suoi ‘competitori’ ed è pronto ad assorbirne la lezione e farsi ispirare dalle novità. Mattia Marcantoni e Vito Girone invece non li conoscevo ed è stata una piacevolissima scoperta.

OLISSEA

In tutti gli anni da che assaggio olio mi sono reso conto che i produttori bravi sono proprio quelli che vogliono assaggiare l’olio degli altri. Per arricchire il loro gusto, per imparare. Chi sostiene che il proprio olio è perfetto non va mai avanti.
Il mio approccio può sembrare romantico e ingenuo, ma quella serata ha confermato in modo semplice e chiaro quello che sento profondamente: i bravi produttori di olio di alta qualità non sono mai motivati dalla competizione maniacale e paranoica, né hanno fissazioni venali. Anche perché se così fosse, anziché produrre olio si butterebbero in qualcosa di molto più redditizio!
Alla fine della serata ho parlato con uno dei titolare del locale: Paolo Trimani. E’ stato molto bello sentire il suo entusiasmo per questi oli che io chiamo moderni e sentire la sua curiosità di assaggiarne molti altri in modo da garantire un’offerta di eccezionale qualità ed eccellenza sui suoi scaffali.

MATTIA MARCANTONI E PAOLO TRIMANI

Mi sembra l’inizio di una tendenza estremamente positiva: questi oli, poco alla volta, cominciano a essere apprezzati e acquistati non solo dal pubblico straniero (in genere più disposto a una spesa maggiore in nome della qualità) ma anche da quello italiano che pure dispone di un’offerta maggiore e di un’enorme diffusione di prodotti a prezzo stracciato. Il fatto di vendere un olio di grande qualità nel contesto di un’enoteca che tiene vini importanti e che già ha abituato al meglio la sua clientela, è secondo me la condizione ideale per promuovere e valorizzare oli altrettanto ‘importanti’.

 

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