Festeggiamo il nuovo anno raccontandovi l’ esperienza  di un ragazzo di 25 anni, Nicolò Lorenzato, che in un viaggio in Australia e Nuova Zelanda ha scoperto e trovato lavoro nel campo della produzione di olio extravergine di qualità. In questa intervista ci racconta come è andata

Nicolò Lorenzato, nato a Montebelluna (TV) e residente a Bassano del Grappa (VI).  E’ cresciuto in un ambiente rurale-industriale e bilingue. La passione per i viaggi, la natura e l’agricoltura hanno caratterizzato tutte le sue esperienze lavorative e avventure in generale. Ha studiato economia e diritto a Bassano del Grappa e lavorato in quattro paesi (Italia, Australia, Nuova Zelanda, Francia) e desidera ampliare questi numeri…
Appassionato allo sport, al cibo, all’auto-realizzazione e ai viaggi. Profondamente interessato all’olio d’oliva di alta qualità e alla cura dell’ambiente.

Raccontaci com’è avvenuto il tuo primo incontro con l’Olio?
Una volta conseguito il diploma di maturità senza nessun preciso obiettivo e interesse specifico verso qualcosa ho deciso di partire per l’Australia, soprattutto per imparare l’inglese e conoscere quel ramo della mia famiglia di cui sentivo parlare sin da bambino ma che non avevo mai conosciuto. Oltre a queste due ragioni ce ne sono altre di minore importanza ma che durante gli anni all’estero si sono rivelate quelle più formative, come, per esempio, la

NICOLÒ LORENZATO

voglia di scoprire i propri limiti e i punti di forza, creare nuove amicizie, apprendere cose nuove, fuggire dal quotidiano, sapersi adattare a un diverso stile di vita.
Dopo quasi quattro anni di viaggio posso dire di aver precisato meglio la persona che realmente credo di essere. Ho trovato le mie passioni, una profonda connessione con la natura e con le persone che ho incontrato. Ho imparato a tollerare, a essere più curioso, umile, creativo e paziente.
Viaggiando ho trovato un profondo senso di gratitudine alla vita.
Tutto ciò grazie anche alle esperienze di volontariato e lavoro (nel settore oleario e non) acquisite nei tre anni e mezzo all’estero.
Il mio primo contatto con l’olio è avvenuto attraverso un’associazione di volontariato di nome WWOOF (Willing workers on organic farms). Questa associazione è presente nella stragrande maggioranza dei paesi. Per farne parte basta registrarsi al sito e pagare una membership annua che permette di avere accesso a un database dove sono registrati i cosiddetti “farmers”. Una volta registrati basta contattare il ”farmer” per organizzarsi su data di inizio/fine, orario di lavoro e altri dettagli (WWOOFing consiste nel lavorare 4/5 ore al giorno in cambio di vitto e alloggio senza nessun costo aggiuntivo).
Cosa eri andato a cercare all’estero e cosa hai trovato?
Dopo essere stato ospitato dai parenti per i primi mesi di permanenza in Australia e dopo aver lavorato nel settore delle costruzioni e della ristorazione decisi appunto di avventurarmi in questa nuova esperienza di volontariato, la prima per me. Fu cosi che mi trasferii a Crookwell, un piccolissimo paese tra Canberra e Sydney.
Lì iniziai a lavorare per Alto Olives, principalmente come bracciante addetto alla raccolta ma anche come addetto alla manutenzione dell’oliveto e come addetto all’imballaggio e alle spedizioni. Fu lì che avvenne il mio primo contatto con un albero di olivo e con l’olio.
Mentre raccoglievo olive c’erano canguri che saltavano a pochi metri da me e un senso di pace e integrazione con la natura invidiabile.

NICOLÒ LORENZATO NUOVA ZELANDA

Da questa esperienza di quattro mesi, che mi ha permesso di estendere il mio permesso di soggiorno per altri 12 mesi, ho avuto la possibilità di testare con mano come avviene la produzione di un olio di qualità. 
È stato quello il momento in cui una piccola fiamma si è accesa dentro me facendomi capire la connessione che c’è tra l’Italia e il resto del mondo per quanto riguarda il settore dell’olivicoltura.
Tutto ciò mi segnó molto soprattutto nella scelta dei lavori futuri.
Fu per questa ragione che quando mi trasferii in Nuova Zelanda, dopo un accurata ricerca, decisi di lavorare per Rangihoua Estate in Waiheke Island.
Rangihoua Estate è una delle prime realtà produttrici di extravergine in Nuova Zelanda, e posso dire orgogliosamente di essere stato parte del team di lavoro per più di un anno. È qui dove quella piccola fiamma, accesa poco più di un anno prima, iniziò ad ardere intensamente. A Waiheke Island ho avuto la possibilità di apprendere e mettere in pratica tutti i processi che riguardano la manutenzione della pianta di olivo, tempistiche e procedure da applicare in frantoio per avere un olio di qualità.
In poche parole ho impiantato più di 200 baby alberi, raccolto e potato a mano più di 3500 alberi, imbottigliato ed etichettato olio di alta qualità.
Indubbiamente questa esperienza lavorativa all’estero è stata quella che ha segnato più di tutti la mia visione: sono venuto a conoscenza del sublime o scandaloso mondo che sta dietro la produzione di olio e per questo motivo, dopo le esperienze lavorative nei diversi oleifici, ho ritenuto opportuno che fosse necessaria un po’ di conoscenza teorica.
Prima di rientrare in Italia lo scorso Aprile, ho deciso di passare per gli Stati Uniti per partecipare a un corso di Sommelier di olio extravergine organizzato dall’International Culinary Centre in collaborazione con Olive Oil Educational Lab.

IL TITOLARE DELLA RANGIHOUA ESTATE CON NICOLÒ

Qui ho avuto la possibilità di imparare: agronomia dell’olivo, tecniche di raccolta, metodi di estrazione, profili aromatici delle cultivar dell’emisfero nord e sud, valutazione della qualità, analisi sensoriale e schede dei punteggi, riconoscimento dei difetti sensoriali e attribuzione a condizioni difettose di produzione, molitura o conservazione.
Una volta rientrato in Italia ho lavorato occasionalmente durante tutta l’estate.
Da metà ottobre fino a fine novembre ho raccolto olive per un privato. Più di 700 piante e quasi 500 litri di olio prodotto.
Per la prima volta quest’anno mi sono anche prodotto olio evo in modo indipendente: per due giorni mi sono dedicata alla raccolta di circa 60 piante. Alla sera del secondo giorno di raccolta sono andato nel frantoio della zona e con circa 3 quintali di olive ho ottenuto 40 litri di olio extravergine fruttato, leggero blend di frantoio e leccino.
Oggi che importanza ha l’ulivo nella tua vita e cosa consigli ai ragazzi della tua età?
L’olivo e il mondo dell’olio per il momento rappresenta una grande passione ma anche la consapevolezza delle

FRANTOIO ALFA LAVAL IN AUSTRALIA

opportunità già esistenti e di quelle che si creeranno in futuro grazie allo sviluppo  della tecnologia nell’agricoltura.
Ai ragazzi della mia età, ma soprattutto a quelli un po’ più giovani, consiglio di cercare la versione migliore di loro stessi, con qualsiasi tipo di mezzo, di ascoltare ciò che il sesto senso comunica ad ognuno di noi e di perseverare per ciò che veramente ci appassiona. Solo così, secondo il mio punto di vista, possiamo veramente essere felici.
Quali sono i tuoi programmi per il futuro? Come vedi il tuo futuro?
I miei programmi a lungo termine non sono ancora molto chiari ma ciò di cui sono certo è che ad inizio Gennaio mi trasferirò in Spagna per circa tre mesi.
La volontà è quella di imparare lo spagnolo ma allo stesso tempo di specializzarmi nel settore dell’olio. Per questo motivo a metà febbraio frequenterò un corso di “Grove management” in Andalusia, dove avrò la possibilità di imparare i parametri di gestione da prendere in considerazione per ottenere un oliveto sano e produttivo e i parametri da tenere in considerazione per evitare la comparsa di difetti nell’olio extravergine. La passione è la forza che ancora mi spinge ad agire per il raggiungimento dei miei obiettivi.

Nicolò Lorenzato LinkedIn 
@nicolornzt

 

 

 

 

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