Dr. J – Adesso anche Monini s’è messo a fare grandi oli…
Mr. O – Perché, non può? Chi glielo impedisce? Guarda che Monini è da un pezzo che fa grandi oli, i suoi, grandi per il suo mercato. Non è un olio buono, è Olio Monini, “La qualità in grande quantità”. Piaciuto lo ‘spottino’?
Dr. J – Falla finita, se cominci così la smetto subito. No, Monini non può, o almeno non può pensare di mettersi vicino agli altri. Se si mette a farlo lui, coi soldi che ha è un giochetto, compra il meglio di qua e di là, lo vende a prezzo basso e tutti gli altri che fine fanno?

Mr. O – O si svegliano o faranno la fine che meritano, se non hanno ancora capito qual è il loro posto. E poi anche lì in mezzo il mercato delle olive e dell’olio, buono, è abbastanza florido.

Dr. J – Già, parli bene tu, sempre pronto con le tue storielle filosofiche di marketing che a sentirle son tanto simpatiche ma vai a farle funzionare se sei capace. La realtà è un’altra ed è che ognuno deve occupare il suo di posto. Ma ci pensi? Con i soldi che i grandi dell’olio hanno, ci mettono un attimo a spazzare via qualche centinaio di olivicoltori seri ed attenti, che lavorano tutto l’anno, pregano che non geli e che non arrivi la mosca, per poter fare un grande olio. Quelli invece, non hanno un olivo, vanno a comprare olive ovunque, hanno fior di tecnici e di macchine a disposizione, vanno sullo scaffale ad un prezzo competitivo e buonanotte suonatori, la festa è finita, tutti a casa! Voglia a dire che il mio è diverso! Sai quanto gliene frega alla gente?

 Mr. O – Ma non è così; è proprio qui che comincia la festa, solo che per parteciparvi non basta saper ballare, bisogna conoscere la musica e saper scegliere chi può ballare con te, caro mio. Non basta più fare olio buono, bisogna conoscere il mercato, anzi i mercati, andare a cercare quello giusto, perché c’è quello giusto. Sei piccolo? Mettiti insieme a un altro, lo sarai di meno. Comincia a pensare a costruire una storia che possa renderti unico. Un olio non si vende più solo perché è buono, ci mancherebbe anche che non lo fosse, con quello che lo fanno pagare.

I tre monocultiva di Monini

 Dr. J – Allora stammi a sentire, Monini fa tre grandi oli – e te lo dico perché l’ho sentiti -, va sul mercato ad un prezzo giusto ed una persona normale, non di quel 70 per cento che non gli frega niente dell’olio, ma di quel 10 per cento che è lì per lì, che fa’? Vede una bella bottiglia, la pubblicità intorno, magari anche alla televisione, il nome lo conosce, l’olio è buono, lo paga il giusto, magari 8 o 9 euro mezzo litro, sai che fa? La compra? E gli altri? Con i costi che hanno a causa dell’attenzione che ‘sto benedetto Paese dà all’agricoltura che fanno? Chiudono.

 Mr. O – Prima buona notizia, se Monini va sullo scaffale del supermercato, finalmente ‘gli altri’, come li chiami tu, capiranno che quello scaffale non deve essere il loro obiettivo. Finché si producono grandi oli con il timore di non venderli, aspettando sempre qualche anima pia che te li compra, non andranno mai da nessuna parte. Il supermercato non è il posto giusto per i grandi oli. Bene fa Monini ad occuparlo, perché stai tranquillo che non ambirà a nessun altro posto. I produttori tuoi, quelli piccoli straordinariamente bravi, devono svegliarsi! Devono mettere in moto la testa e farla finita di andare in giro a fermar la gente con ‘sto bicchierino in mano, a far sentire i profumi, devono diventare imprenditori. Guarda gli spagnoli, di olio buono non ne fanno 2.000 bottiglie come da noi, ma 50.000! Hai capito?

Dr. J – Ma falla finita, non m’incanti. Quella di Monini è solo un’operazione di facciata, con un sottile e malcelato obiettivo di ribadire la propria italianità in un settore ad alta concentrazione di Spagna, sia come proprietà dei marchi che come olio in bottiglia, per poi vendere dietro i soliti, come sempre a quattro soldi.

Zefferino Monini

Mr. O – Scusa ma secondo te Monini, o chi per lui, non sa cos’è un grande olio? Secondo te non apprezza un grande Moraiolo, o un’Itrana, o una Coratina? Il fatto è che non è il suo mestiere vendere quegli oli. Finché il comparto delle DOP occuperà un 2 o 3 per cento di mercato, non interesserà a nessuno. Comincerà ad interessare intorno al 10, soglia cui i piccoli produttori non dovranno mai tendere, dedicandosi, in poche parole, all’unicità della produzione, al giusto posizionamento e all’alta redditività. Altrimenti, sì che sarà la fine.

Dr. J – Continua tu con questi teoremi. Ma non li vedi i piccoli produttori? Salvo rarissime eccezioni ognuno pensa a sé, parla coi suoi olivi, conosce solo il suo olio. Non c’è verso? Sono agricoli!

Mr. O – Vedi che ci sei arrivato. Vedi che mi dai ragione. Il mercato è di chi ha testa, non di chi fa l’olio buono. Se poi fai l’olio buono e usi la testa, allora sei a posto. Se l’operazione Monini fa incazzare qualcuno, sono ancora più contento. Tutti bravi a protestare a voce, contro questo, quello, contro le offerte al supermercato, i super intensivi con l’Arbequina, ma poi niente, chiacchiere sono e chiacchere restano e diceva mio nonno, “le chiacchiere non fanno farina! Alla prossima Dottore!”.

 

Illustrazione Di Carelman da Catalogo di oggetti introvabili.

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