La Regione stanzia 1,5 milioni, ma per il presidente della Toscana Enrico Rossi anche il Governo deve contribuire.
Per noi di Olissea la speranza è che questa tragedia possa valere da input per ricostruire nuovi impianti di oliveti in sintonia con l’ambiente e la biodiversità di quei territori, recuperando le 76 cultivar di olivo che erano presenti nelle terre date alle fiamme.

 

Da QuiNews
Monte Pisano, la Regione stanzia 1,5 milioni.
Serviranno per far fronte all’emergenza ambientale a seguito dell’incendio che ha distrutto 1400 ettari di bosco e olivi.FIRENZE — Spento l’incendio, sul Monte Pisano, a valle toccano adesso gli interventi di bonifica e salvaguardia. La giunta regionale ha stanziato ieri un milione e mezzo di euro, da spendere entro la fine dell’anno. E stamani il presidente della Toscana Enrico Rossi ha fatto il punto sul da farsi, assieme agli assessori Federica Fratoni e Marco Remaschi, con i tecnici e i responsabili dell’anticendio boschivo regionale, del settore agricoltura, dei consorzi di bonifica e con gli amministratori dei comuni percorsi dal rogo. C’erano i sindaci di Calci (il più colpito), Vicopisano, Buti e Vecchiano. Assente la sindaca di Cascina, pur invitata.

OLIVETI INCENDIATI NEL PISANO

“Le risorse stanziate serviranno per i lavori di somma urgenza – ha spiegato il presidente Rossi -. La prima ipotesi prevede di impegnarne 850 mila per gli interventi forestali e di ripulitura, altri 350 mila per i lavori che i consorzi realizzeranno a valle attorno ai corsi d’acqua”.
Una seconda fase, dopo i rilievi, riguarderà il riassetto idrogeologico più puntuale, laddove necessario. “Con questo milione e mezzo – ha aggiunto Rossi – saranno coperte anche le spese per i lavori di somma urgenza già effettuate dai Comuni e il ripristino della strada provinciale sul Monte Serra”.
Entro una settimana la delibera di dettaglio sarà pronta. Nei prossimi giorni i tecnici si incontreranno di nuovo.
Parallelamente la Regione sta raccogliendo dalle amministrazioni comunali l’elenco dei danni provocati dal rogo, per poi richiedere lo stato di emergenza nazionale. Quella regionale già era stata dichiarata: Rossi ha firmato l’atto a incendio ancora in corso.
“Spero che il Governo accolga la richiesta – ha detto in proposito il presidente – e possa contribuire alle spese per la sistemazione delle famiglie che sono state sfollate, al ristoro dei danni subiti dai privati e al rimborso dei costi sostenuti dai volontari intervenuti per domare il fuoco”. 

MONTE SERRA INCENDIO SATELLITE

Gli uffici regionali stimano, sulla base delle rilevazioni satellitari, che per la ricostituzione dei quasi mille e quattrocento ettari bruciati serviranno 8 milioni e mezzo di euro, complessivamente: il fuoco ha percorso in alcuni casi terreni già percorsi dalle fiamme nel 2009 e 2011, dove è rimasta solo cenere e neppure gli scheletri degli alberi. Oltre al bosco ha attaccato anche campi e olivete e sul sito di Artea è stata già stata attivata la procedura on line attraverso cui gli agricoltori potranno comunicare i danni subiti.

Da QuiNews

Procedono a ritmo serrato le indagini avviate dalla procura di Pisa  per capire chi abbia dato fuoco al monte Serra la sera di lunedì 24 settembre.
Un disastro ambientale ed economico inaccettabile per modalità e vastità, che tutti sperano non resti impunito. Alle indagini lavora 24 ore su 24 un pool di esperti, composto in prevalenza da carabinieri forestali, esperti nell’attività antincendio e carabinieri del nucleo investigativo. Il pool è diretto personalmente dal procuratore capo Alessandro Crini.

INCENDIO MONTE SERRA

Si cercano riscontri incrociando tutti i dati: targhe delle auto, telefoni cellulari che hanno agganciato le celle sul monte, precedenti con la giustizia per reati simili, interessi nelle attività di rimboschimento o simili, testimonianze dirette di chi ha notato qualcosa di sospetto.
Una ricerca difficile e minuziosa, anche perché gli inquirenti sono convinti di avere a che fare con qualcuno che conosce il monte palmo a palmo e che sa bene come muoversi, evitando di lasciare tracce dei suoi passiaggi, magari scansando le vie principali e utilizzando un mezzo fuoristrada.
Per l’opera di bonifica e risanamento, secondo Coldiretti, ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire gli ettari andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Circa diecimila piante di ulivo anche secolari, sono stati distrutte dall’incendio: i danni solo per l’agricoltura sono stimati in 6 milioni di euro.
La Camera di commercio di Pisa, d’intesa con le associazioni di categoria del territorio, mette a disposizione delle imprese danneggiate dall’incendio nel Pisano 100 mila euro per gli interventi di bonifica e ripristino.

 

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