Dipinge alberi di ulivo sullo sfondo di grandi metropoli e il suo stile naif è stato apprezzato fino in America, per la particolarità con cui testimonia un certo legame con la terra d’Abruzzo. Mariella Gualtieri, artista di origini pollutresi, fino al 10 luglio ha visto uno dei suoi dipinti esposto presso la Galleria Accorsi di Venezia, per la mostra d’arte contemporanea Artisti a Venezia in occasione della Biennale di Architettura. Ma le sue opere sono arrivate molto più lontano.

 Sara Del Vecchio per  vastoweb.com

A che età hai cominciato a dipingere?
Ho sempre dipinto sin da bambina, ho cominciato con un quadro che ritraeva Sant’Antonio che stupì mia nonna, non credeva che riuscissi a riprodurlo esattamente. Ricordo ancora la sua espressione sul volto. Questa mia passione non è mai stata presa sul serio, probabilmente se lo fosse stata avrei potuto frequentare anche l’accademia. Sono arrivata anche al punto di dipingere di nascosto. Forse perché c’era ancora la convinzione che l’artista ‘muore di fame’. Da autodidatta ho iniziato seriamente a dipingere intorno ai 26 anni. Posso dire che non mi è stato regalato nulla, ho conquistato tutto con le unghie e con i denti, lavorando e studiando da sola.
In molti tuoi dipinti ci sono alberi di ulivo collocati in posti stravaganti, com’è nato questo stile?

MARIELLA GUALTIERI

“Questa particolarità risale alla mia infanzia, quando in occasione della raccolta delle olive nel nostro pezzo di terra a Pollutri c’era un signore che ci aiutava e diceva sempre che, per finire prima la raccolta, le olive dovevano essere grandi. Allora da quel momento ho cominciato ad immaginarle davvero enormi, realizzando questi disegni pian piano sullo sfondo di paesi e colline. Nel 2007 ci fu la mia prima esposizione a Vasto con tutte le opere realizzate fino a quel momento, fra cui una con gli alberi di ulivo. A conclusione della mostra un artista proveniente da New York si complimentò con me proprio per questo quadro. Mi ricordai che 2 anni prima, dopo aver visitato New York, rimasi colpita perché nessuno utilizzava l’olio d’oliva per cucinare. Allora ho messo insieme questi input e ho cominciato a fantasticare collocando gli alberi di ulivo sullo sfondo di grandi metropoli, a New York insieme ai taxi gialli, a Londra e in altre città con monumenti ed edifici caratteristici. I dipinti richiesti hanno oltrepassato anche i confini dello Stivale.”
Mariella è stata contattata anche da una giornalista americana, la cui l’intervista finì sulla rivista The olive oil times. Anche Il resto del carlino parlò della sua arte e delle sue esposizioni. Successivamente fu chiamata dal fiduciario dello Slow Food di Ascoli Piceno per occuparsi dei ritratti di

OLIVI A NEW YORK

alcune tipologie di mele molto conosciute in passato nella zona. Da lì cominciò a riprodurre anche le nature morte.“Fui invitata a convegni e a mostre sui frutti scomparsi, sulla gastronomia del posto. Tante esposizioni, mostre e convegni che mi hanno permesso di conoscere artisti dai grandi nomi e anche di far conoscere la mia arte. Ho avuto occasione di esporre per tre anni di seguito nella Food Gallery di Annalaura Petrucci, dove erano presenti solo opere sul cibo. A seguire cominciai anche a ritrarre dolci e piatti tipici abruzzesi e tanto altro. Fui contattata da un’associazione molisana che mi invitò in municipio ad esporre dipinti anche sulla gastronomia tipica del Molise. Diciamo che da allora ho messo da parte lo stile naif riservandolo solo ai dipinti con gli ulivi”.

LA PIETÀ DI MARIELLA GUALTIERI

Adesso su cosa ti stai concentrando?
Adesso mi sto concentrando sullo studio di altri pittori. Mi sono ritrovata a dipingere anche la Pietà di Michelangelo accentuando i chiaro scuri, ritraendo l’opera da due prospettive. Su richiesta dei clienti ho cominciato a fare anche i ritratti, ma con il tempo sono diventata esigente, cerco modelle o foto realizzate ad hoc. Al momento come modelli sto usando i miei bambini, che saranno protagonisti di due angeli nel mio prossimo dipinto. Mi sto dedicando all’arte religiosa.
In quali momenti della giornata trovi la giusta concentrazione per dipingere?
Solitamente dopo pranzo, quando non c’è nessuno, dalle 14.00 alle 16.00 è la mia fascia oraria preferita. Anche la mattina è un buon momento, l’importante è che ci sia sempre silenzio. Cerco di dipingere approfittando della luce naturale perché quella artificiale altera le sfumature di colori.

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